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Il calcolo
differenziale si basa sul concetto di limite, per il quale noi utilizziamo
l'espressione verbale (ma anche concettuale) "...possiamo ritenere
che..."; dunque presumiamo e non accertiamo.
Con il calcolo differenziale, presumiamo che il risultato di un certo processo
logico sia vero, ma esso può considerarsi tale solamente per una logica
approssimazione del ragionamento e non per aver accertato il risultato in modo
diretto e concreto.
Quando diciamo che X per "Y tendente ad A"
assume il valore B, noi effettuiamo una interruzione
del ragionamento rinunciando a controllarne effettivamente e rigorosamente il
suo svolgimento puntuale fino alla fine, in quanto presupponiamo che da un certo
punto in poi il ragionamento possa proseguire e terminare esattamente nel modo
rappresentato dal suo andamento, senza ulteriori accertamenti
poichè diamo per scontato che non sia più soggetto ad interferenze e
modificazioni.
Questo è un punto secondo me importante, in quanto mentre nell'astrazione
puramente matematica e logica l'approssimazione al limite può essere lecita, in
quanto si può ragionevolmente supporre che da un certo punto dell'interruzione
del ragionamento in poi, senza l'intervento di nuovi operatori logici,
l'andamento del processo logico non subisca più alcuna variazione,
tale assunto di costanza degli operatori e dell'andamento non si può più
ritenere valido nella realtà concreta dei fenomeni fisici allorché,
sperimentalmente, gli eventi raggiungono effettivamente tali valori limite
transitando in concreto per l'intervallo trascurato.
Rispetto a fenomeni particolari (velocità delle particelle prossime a quella
della luce, oppure distanze anni-luce della esplorazione astronomica) siamo
talmente vicini al limite concettuale dei nostri strumenti di
esplorazione, da subire passivamente l'effetto macchina fotografica,
senza poter intervenire concretamente a correggerlo; cioè i nostri strumenti di
conoscenza, nell'ambito del particolare intervallo di applicazione in cui li
stiamo usando, hanno raggiunto il limite della loro stessa utilizzazione e della
utilizzazione dei modelli concettuali secondo i quali sono stati progettati.
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Vedere anche:
"L'errore concettuale";"Tempo & Velocità" ed
"Assunzione della velocità della luce come campione di unità di misura delle
velocità ed orologio cosmico"
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