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L'assunzione della velocità della
luce come campione di unità di misura delle velocità e l'orologio cosmico

Poiché constatiamo
sperimentalmente che la velocità della luce "c" è una
costante nell'universo ed è indipendente dal sistema di riferimento stesso, essa si
presta bene ad essere presa come unità di riferimento dimensionale delle velocità e come
campione di unità per la misura delle stesse.
VANTAGGI:
La luce si comporta sia come
onda che come materia (fotoni) e quindi si presta ottimamente, in ogni circostanza, per
descrivere e misurare la velocità di qualsiasi corpo e di qualsiasi evento, secondo
entrambe le esigenze di espressione, quantistica od ondulatoria.
Il campione di unità
di misura delle velocità "c", è l'unico campione di unità di
misura che non debba essere costruito artificialmente e depositato fra i campioni
registrati aventi valore ufficiale ed internazionale, essendo una grandezza costante
ed invariante già facilmente disponibile in natura, nella sua esattezza
originale, ovunque vi sia della luce a disposizione.
Utilizzando la velocità
della luce "c" come campione indipendente di unità di misura
delle velocità, possiamo prescindere della esistenza o meno del "tempo" e
conseguentemente possiamo evitare di definire l'unità di
tempo "t"
ai fini della misurazione stessa delle velocità, in quanto la velocità "c"
della luce ha la proprietà di non dover essere ottenuta a partire
separatamente dalle unità di spazio e di tempo
secondo la formula multidimensionale V=S/T di cui abbiamo già
espresso altrove la convinzione che tale formula sia
viziata da una dimensione temporale che può anche essere ritenuta
fittizia, mentre invece la velocità della luce "c" è
essa stessa una grandezza fisica naturale
indipendente, monodimensionale, costante ed invariante in qualsiasi punto dell'universo, per effetto
della quale la misura di un qualsiasi valore della velocità del moto di un corpo viene
ricavata mediante il raffronto diretto con il campione "c"
delle velocità
e calcolata direttamente come sua frazione, senza interposizione di alcuna relazione con
altre unità di misura fra di loro non totalmente indipendenti.
Qualora comunque non si decidesse di considerare come fittizia la dimensione
fisica del "Tempo", utilizzando la luce "c"
stessa (ad esempio un raggio laser) come campione monodimensionale ed indipendente di unità di misura
delle velocità, è possibile ricavare un'unità campione della misura del tempo
indipendente dalla velocità a cui viaggia il campione di tempo stesso e di quella del suo
sistema di riferimento.
E' così possibile costruire un orologio per la misura del tempo così
come esso viene tradizionalmente inteso nella Fisica convenzionale, che misuri costantemente
lo stesso tempo (cioè
nè dilatato, nè contratto) in qualsiasi punto dell'universo, anche quando sia
collocato su un sistema di riferimento dotato di velocità anche
uguale a "c" rispetto a qualunque altro sistema a sua volta in
movimento ed a sua volta viaggiante a qualunque velocità.
Questo particolare orologio utilizzante un raggio di luce, è quindi in grado
di non essere influenzato dalle deformazioni relativistiche dei campioni di
unità di misura.
SVANTAGGI:
Nessuno che mi sia noto.
CONSIDERAZIONI.
Possiamo definire una frazione
opportuna di "c" adatta per le velocità a misura d' uomo
e corrispondente alla velocità' media con cui una persona adulta procede camminando
normalmente (espressa in maniera tradizionale, equivale alla velocità di un metro al
secondo ovvero di 3.6 Km/h).
Prendiamo concretamente un raggio di luce R (ad esempio un raggio laser)
e chiamiamo "METROLUX" l'unità di misura delle
velocità e dei tempi così definita:
1 metrolux (1mx) =
velocità di R / 299792458
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PRINCIPIO
TEORICO DELL'OROLOGIO COSMICO DIGITALE A LUCE.
Basandoci sul metrolux,
si può ad esempio immaginare un orologio, formato da 1.000 superfici perfettamente
riflettenti, angolate fra di loro in modo tale da far rimbalzare un raggio luminoso da una
superficie all'altra in punti fissi prestabiliti delle superfici, fra di loro tutti
distanti esattamente 1Km (un chilometro) lineare e fare in modo che il raggio di luce
partito dalla sorgente posta in un punto fisso sul primo specchio, colpendo l'ultima
superficie (la 1.000esima), faccia ripartire il raggio di luce nuovamente dal punto
iniziale sulla prima superficie.
In questo modo abbiamo costruito un orologio digitale "a luce",
che utilizza direttamente e concretamente la velocità stessa
della luce, come campione di unità di misura delle velocità.
Avremo cioè generato un ciclo, e quindi una
frequenza costante ed invariante (essendo la velocità della luce, nell'universo, costante
ed invariante) che ci offre la possibilità di realizzare un orologio cosmico
il quale, misurando costantemente la stessa velocità, non subisca
nelle sue misurazioni le dilatazioni o le contrazioni relativistiche e la misuri costantemente in modo
sempre perfettamente identico in qualsiasi condizione di movimento
l'orologio stesso si venga a trovare, a
qualsiasi velocità (anche uguale a "c") si muova il sistema di riferimento su
cui si trova il nostro orologio cosmico rispetto a qualunque altro sistema a sua
volta in movimento ed a sua volta viaggiante anche a velocità pari a quella della luce
stessa.
Questo specifico ciclo
così ottenuto, può essere opportunamente reso equivalente al secondo classico (in
accordo con la definizione del Sistema Internazionale delle Unità di misura) e cioè
esattamente sincronizzato con il ciclo pari alla "velocità di un secondo" ottenuto come velocità di percorrenza (durata) di 9,192,631,770 periodi di radiazione
corrispondenti alla transizione fra due livelli "hyperfine" del "ground
state" di un atomo di cesio 133.
Infatti ad ogni conclusione del nostro ciclo,
se gli intervalli di spazio percorsi dal raggio di luce da un punto all'altro di ciascuna delle
1.000 superfici è pari esattamente ad 1Km (un chilometro), posso far scorrere un
contatore che ad ogni 300 impulsi di fine ciclo incrementi un conta-secondi, che ad ogni
60 scatti a sua volta incrementi un conta-ore e l'orologio cosmico digitale a
luce, basato su una numerazione oraria, è fatto.
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